Ciao! Sono Lorenzo dell’agenzia Trentin Immobiliare.
Oggi voglio parlarti di un contributo molto interessante per chi possiede un immobile da sistemare e vorrebbe metterlo in affitto: il contributo per il risanamento a fini locativi previsto dalla Provincia autonoma di Trento.
Si tratta di una misura pensata per favorire il recupero di abitazioni oggi non utilizzate o da ristrutturare, con l’obiettivo di aumentare il numero di immobili disponibili in locazione sul mercato.
Pronti?
Di cosa si tratta
Il contributo è rivolto alle persone fisiche proprietarie o comproprietarie di unità abitative situate in provincia di Trento. In pratica, se una persona possiede un immobile che ha bisogno di lavori di risanamento e vuole poi affittarlo, può valutare la possibilità di richiedere questo incentivo.
L’obiettivo è duplice: da una parte aiutare i proprietari a recuperare immobili che magari oggi non sono pronti per essere abitati, dall’altra aumentare l’offerta di case in affitto per persone con bisogni abitativi.

Quanto può coprire il contributo
La misura prevede un contributo in conto capitale pari al 50% della spesa sostenuta per i lavori di risanamento. La spesa ammissibile deve essere almeno di 15.000 euro e può arrivare fino a un massimo di 50.000 euro per alloggio. Il contributo può quindi arrivare fino a un massimo di 25.000 euro per alloggio.
È prevista inoltre una maggiorazione di 5.000 euro in alcuni casi specifici, ad esempio se l’alloggio viene locato attraverso il servizio di mediazione sociale offerto da enti senza scopo di lucro attivi sul territorio, oppure se l’immobile era destinato alla locazione breve ed è stato tolto da quella destinazione a partire dal 1° gennaio 2026.
Quali impegni comporta
Come spesso accade con i contributi pubblici, non basta fare i lavori: bisogna anche rispettare alcuni impegni nel tempo.
Chi ottiene il contributo deve destinare l’alloggio alla locazione per un periodo complessivo di 96 mesi nell’arco dei 10 anni successivi alla rendicontazione delle spese. Inoltre, il contratto di locazione deve prevedere un canone agevolato, pari al canone di mercato ridotto del 15%.
Questo è un aspetto molto importante da considerare prima di fare domanda, perché il contributo può essere interessante, ma comporta anche una scelta precisa sulla destinazione futura dell’immobile.

Cosa significa per i proprietari
Per chi possiede una casa da sistemare, questa misura può rappresentare un’opportunità concreta. Un immobile fermo, non utilizzato o non adatto alla locazione può essere recuperato e rimesso sul mercato, contribuendo anche a creare nuova disponibilità abitativa.
Allo stesso tempo, è fondamentale valutare bene costi, lavori necessari, documentazione, tempi e obblighi successivi. Prima di partire, bisogna capire se l’immobile ha le caratteristiche richieste, se le spese rientrano tra quelle ammesse e se l’impegno alla locazione è compatibile con i propri progetti.
Quando presentare la domanda per il contributo
Secondo quanto indicato dalla Provincia autonoma di Trento, il periodo per presentare domanda va dal 24 agosto al 12 ottobre 2026. La domanda deve essere presentata online, con accesso tramite strumenti di identificazione digitale come SPID, CIE o CNS.
In caso di comproprietà, la domanda viene presentata da un solo comproprietario, ma servono deleghe o assensi da parte degli altri soggetti coinvolti.

Questo contributo può quindi essere molto interessante per chi ha un immobile da risanare e vuole trasformarlo in una casa da affittare. È una misura che può aiutare i proprietari, ma che allo stesso tempo punta a rispondere a un bisogno sempre più presente: aumentare il numero di abitazioni disponibili in locazione.
Come sempre, però, ogni situazione va valutata con attenzione. Prima di fare domanda è importante verificare requisiti, documenti, scadenze e impegni futuri, così da capire se questa opportunità è davvero adatta al proprio immobile.
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