Ciao! Sono Lorenzo dell’agenzia Trentin Immobiliare.
Oggi voglio parlarti di un tema delicato ma molto frequente per chi vuole gestire o vendere casa: le tasse di successione da versare nel momento in cui si eredita un immobile.

Quando si riceve una casa in eredità, infatti, si pensa subito alle tante spese e alle pratiche burocratiche da affrontare. Molti temono che le tasse siano altissime. In realtà, pochi sanno che l’Italia è uno dei paesi più vantaggiosi di tutta Europa sotto questo punto di vista.

Pronti?

Perché l’Italia è un “paradiso” per le tasse di successione?

Quando si parla di eredità, l’Italia applica regole molto più generose rispetto agli altri paesi europei.

Il motivo principale riguarda le franchigie elevate e le tasse contenute per i familiari stretti. In Italia, infatti, se erediti una casa da un genitore o dal coniuge, la tassa di successione del 4% si paga solo se il valore supera 1 milione di euro per ciascun erede e solo per la parte eccedente alla franchigia. Tra fratelli e sorelle la franchigia è di 100.000 euro con una tassa del 6%. Per altri parenti, come cugini o cognati, la tassa è del 6% senza franchigia, mentre per tutti gli altri soggetti sale all’8%.

Per capire la fortuna che abbiamo qui, basta guardare cosa succede all’estero: in Francia le tasse sui parenti stretti possono arrivare fino al 45% e in Germania al 30%. Da noi, la maggior parte delle famiglie non paga nulla come tassa di successione vera e propria.

Le altre imposte da considerare

Anche se spesso non si versa la tassa di successione grazie alle franchigie, quando c’è di mezzo una casa bisogna comunque pagare le imposte di trasferimento.

Nello specifico, occorre versare l’imposta ipotecaria (2%) e l’imposta catastale (1%), che vengono calcolate sul valore catastale della casa e non sul prezzo di mercato. A queste si aggiungono piccole spese fisse come l’imposta di bollo, la tassa ipotecaria e la successiva voltura al catasto entro 30 giorni.

C’è però una splendida notizia: se almeno uno degli eredi ha i requisiti per richiedere la “prima casa” e va ad abitarci, l’imposta ipotecaria e quella catastale non si pagano in percentuale, ma diventano fisse (200 euro ciascuna). 

Il passaggio fondamentale per poter vendere

Un dettaglio che spesso viene ignorato riguarda la vendita dell’immobile. Fare la dichiarazione di successione entro un anno dal decesso è obbligatorio per legge, ma serve solo a saldare i conti con il Fisco. Non basta per vendere la casa.

Per poter vendere l’immobile ereditato, infatti, serve l’accettazione dell’eredità e la sua trascrizione nei registri immobiliari. Di solito questo passaggio viene fatto direttamente dal notaio al momento del rogito di vendita (si chiama accettazione tacita) e serve a confermare a tutti che la casa è passata ufficialmente a te.

Senza questo passaggio e senza aver pagato le imposte iniziali, nessun notaio potrà mai concludere la compravendita.

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